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mercoledì 9 ottobre 2013

Roveto ardente a lode di Dio

Ancora rovestando carte nel trasloco, mi capita questo foglio che suppongo provenga possibilmente da una giornata di ritiro presso il Teresianum, ma non ne sono sicuro. L'autore è L. A. Lassus, una riflessione sulla spiritualità della inabitazione della Santissima Trinità nell'anima:


Roveto ardente a lode di Dio
di L. A. Lassus
L'universo intero, la sua potenza, la sua bellezza, la stupefacente prodigalità degli esseri,. il formidabile pullulare di formule e di colori è l'inno grandioso dell'Essere-Festa di Dio, l'esplosione del Verbo e dell'Amore "che muove il sole e le altre stelle", anche se si fanno sentire a distanza di secoli le dolorose dissonanze del peccato, della sofferenza e della morte, anche se le tenebre coprono ancora la superficie della terra. Perché un Bambino è nato nel cuore della notte. Reca in mano il globo della terra e l'universo intero. Con lui, il figlio dell'Amore, l'immagine del Padre invisibile, la notte è finita. "Piacque a Dio far abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli" (Col 1, 19-20).
Ogni creatura quindi è già un roveto ardente dalla fiamma gioiosa e prega e canta la gloria della Trinità di cui è un'espressione particolare di amore. "Cristo è risorto e la vita trionfa; Cristo è risorto e non ci sono più morti nei sepolcri. Alleluja, Alleluja!" La terra è trascinata nella danza eterna.
Ma c'è un'altra danza dei Tre nel mondo e del mondo in Dio, tanto più silenziosa e nascosta, ma anche tanto più intima ed essenziale: la divinizzazione dell'uomo, la "dimora" delle Tre Persone in quelli che amano Gesù: "Se qualcuno mi ama — aveva detto — il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14,23).
Lo stato di grazia degli amici di Dio è questa invasione dell'anima e del corpo, che trascina con la fede e l'amore nella festa trinitaria. La fede del figlio di Dio raggiunge la realtà divina e l'amore è, fin dal primo istante, permuta, scambio, assimilazione tra l'amico e l'Amato. Lo spirito dell'uomo diventa cosi spirito di Dio; la sua volontà, volontà di Dio; la sua gioia, gioia di Dio. Per riprendere un'immagine cara agli spirituali, è un po' come quando si butta un pezzo di legno nel fuoco. Comincia a far fumo, diventa nero, si mette a scoppiettare, poi improvvisamente diventa fuoco con tale intensità, con tale profondità che non si sa più dov'è il legno, dov'è il fuoco, dov'è il fuoco, dov'è il legno. Così succede all'amico di Dio che possiede la Santa Trinità: egli non vive più; ma Dio in lui e lui in Dio, ed è un'anticipazione della festa del Cielo, quando Dio sarà tutto in tutti. In ogni istante egli nasce da Dio, vive la vita di Dio, conosce Dio come Dio conosce se stesso e lo ama dell'amore con cui Dio ama se stesso, lo Spirito santo. E' sposato con il Verbo e quindi con il figlio diletto nel quale il Padre pone tutta la sua gioia e sul quale riposa lo Spirito.
A questo punto cosa c'è ancora di incredibile se compie l'opera stessa della Trinità, riflette il suo splendore e illumina tutto intorno a sé?