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giovedì 10 ottobre 2013

Arrivederci in cielo

Un altro foglietto che conservo da un po' di tempo, e che ho piacere di riportare elettronicamente per eliminare la carta, è un utile approccio pastorale alle persone che vivono il dolore della morte di una persona cara. Si tratta di un "decalogo" di consigli per vivere al meglio questo momento delicato di dolore umano, sorretti dalla fede. L'elenco di consigli è stato elaborato credo da Mons. Luciano Pascucci, o comunque lui lo ha rigirato a noi giovani sacerdoti ad un incontro di formazione permanente del clero:


ARRIVEDERCI IN CIELO
(Decalogo per quando muore una persona cara)
1. Con la morte della persona amata è come se fosse tolto il terreno sotto i piedi. Ma anche se le lacrime sono inesauribili, anche se non ti senti la terra sotto i piedi, non sprofondare al di sotto delle mani di Dio. Puoi abbandonarti alle tue lacrime, nella certezza che le sue mani ti tratterranno amorevolmente. Non andrai a fondo. Il lutto ti può trasformare, può farti conoscere la profondità della tua anima.
2. Non meravigliarti se nel periodo del lutto affiorano anche sentimenti di rabbia e di collera. Dà spazio alla disperazione. Esprimila! Parlane con le persone che ti sono vicine, offrila a Dio nella preghiera. Porgi a Dio il tuo cuore ferito perché possa essere guarito dalla sua amorevole vicinanza. Non trattenere le lacrime. In questo modo impedisci che il tuo dolore venga elaborato, trasformandosi in una vita nuova che può germogliare in te. Lascia che il dolore fluisca. Esso cesserà, si trasformerà e ti introdurrà in una nuova gioia di vivere. Làsciati andare al ritmo del tuo dolore: non sottoporlo alla pressione di superarlo prima di quanto sia bene per la tua anima. Ma nel dolore confida nelle parole della Scrittura: “Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. Non ci sarà più la morte, né lutto, né pianto, né dolore...”.
3. Non preoccuparti se nel periodo del lutto la tua preghiera si trasformerà in lamento. Oggi abbiamo cancellato il lamento dalle nostre preghiere. Possiamo chiedere ragione a Dio: "Perché mi hai fatto questo? Che senso ha? In fondo siamo una buona famiglia.. Perché ci tratti in questo modo?" Abbi il coraggio di lamentarti!

4. Rinuncia anche a incolparti, a rimproverarti e a dilaniarti con sensi di colpa. "Non avrei dovuto trattarlo diversamente? Ho avuto cura di lui? Che cosa ho trascurato nei suoi confronti?" Offri la tua colpa a Dio e confida nel suo perdono totale. Devi avere fiducia che anche la persona defunta ha perdonato tutto. Ora si trova presso Dio e vicino a lui è in pace. Anzi vorrebbe che tu partecipassi della sua pace. 

5. Quando ripensi al tuo caro defunto, non fermarti a ricordare i singoli fatti. Chiediti qual'è il messaggio che avrebbe voluto portarti. Questo è certamente ciò che Dio voleva e vuole dirti per mezzo suo. Quando pensi alla persona cara venuta a mancare, i tuoi pensieri non devono essere rivolti al passato. Chiedi anche alla persona defunta che cosa vorrebbe dirti oggi, prega di indirizzarti verso ciò che è veramente importante per la tua vita. Potrebbe anche invitarti a inserire la morte nel tuo progetto di vita. Pensare alla morte non deve amareggiarti la vita, ma aiutarti a vivere in modo più vigile e consapevole.
6. Un modo per riempire di significati il tuo lutto è quello di pregare per il defunto. Puoi pregare affnchè nell'incontro con Dio egli si abbandoni completamente tra le sue braccia e si lasci avvincere dal suo amore e dalla sua misericordia, perché si affidi a Dio e possa cosi sperimentare la sua gloria. La tua preghiera è l'ultimo atto di amore per il tuo caro defunto, è un intercedere perché la sua morte abbia buon esito, perché non sia tutto finito con il momento ultimo della sua vita terrena. Ma la tua preghiera deve anche essere improntata alla riconoscenza. Devi ringraziare Dio perché ti ha fatto dono di questa persona. Nella preghiera sperimenterai una nuova forma di comunione con il defunto. Il morto si trova ora presso quel Dio al quale tu ti rivolgi. Se nella preghiera tu avverti la vicinanza di Dio, insieme a lui puoi sentire anche la vicinanza del tuo congiunto. Ogni volta che partecipi alla Messa puoi essere certo di prendere parte alla liturgia celeste, all'eterno inno di lode che tutti i cari defunti innalzano incessantemente in cielo.
7. Puoi pregare per il defunto. Ma puoi anche rivolgerti a lui, anche se giovane. Prega la persona defunta che ti accompagni lungo il tuo cammino, che ti protegga dai passi falsi, che ti dica che cosa conta nella tua vita. Essi si trovano presso Dio e, in Dio, sono vicini anche a te. Scopo del lutto è quello di stabilire una nuova forma di relazione con il caro defunto. Nella preghiera avvertiamo il morto come nostra guida interiore. Così ti accorgerai che la relazione con il caro congiunto non è stata troncata, ma soltanto trasferita su un altro livello. Pregalo e, in Dio, egli percorrerà insieme a te tutte le strade.
8. Come Cristo anche le persone care ci preparano l'abitazione presso Dio. Quando una persona cara muore, prende con sé e porta a Dio tutto ciò che ha condiviso con noi: i dialoghi, l'amore, le varie esperienze... Una parte di noi viene portata a Dio, è già presso Dio. Quando moriremo non finiremo in una regione sconosciuta, ma nell'abitazione che Cristo e le persone da noi amate, che ci hanno preceduto nella morte, hanno preparato per noi. Lì troveremo la nostra abitazione definitiva e ci sentiremo per sempre a casa. Ci rivedremo nell'eternità. Rivedremo le persone che abbiamo amato sulla terra. L'amore che hai vissuto non morirà. "Amare significa dire all'altro: tu non morirai!" (Claudel). Anche nell'eternità, presso Dio, tu continuerai ad amare le persone che hai amato sulla terra, ma le amerai in un modo nuovo e attualmente incomprensibile. Sarà un amore senza malintesi e senza gelosia, un amore puro che gioisce per la presenza dell'altro... un amore divino che ti congiunge contemporaneamente a Dio e alla persona amata.
9. Al cospetto della morte di una persona cara sei invitato a trascendere la vita terrena. Il tuo desiderio del cielo ti permetterà di elevarti al di sopra di questo mondo, che non è tutta la realtà. In te c'è qualcosa che va oltre, che è già in cielo. Questa fiducia ti libera dal peso di questa vita e ti dona la libertà divina dell'eternità.
10. La morte porta con sé dolore e sofferenza, come la nascita. Ma, quando la nascita è avvenuta, regna una gioia che nessuno ci può togliere. Anche l'elaborazione del lutto è come la nascita di una nuova vita in te. E' piena di sofferenze e di timori. Spesso è buia come il percorso del parto. Sembra volerci afferrare alla gola. E' una strada stretta e tormentosa. Ma, una volta che l'abbiamo percorsa sino in fondo, il nostro cuore si allarga e vediamo una nuova luce che ci illumina. Io ti auguro di attraversare il tuo dolore pieno di fiducia.